Cento anni fa moriva a Torino Alessandro Cruto, piossaschese inventore della lampadina elettrica. La sua invenzione ha inaugurato un secolo di grandi cambiamenti economici e culturali, un secolo di sviluppo tecnologico, di grandi scoperte in campo medico, di progresso sociale ma anche di disastrose guerre ed eccidi di massa, un secolo durante il quale l’umanità ha utilizzato più risorse che in tutta la sua storia. Ma non tutta l’umanità. Per molte persone, troppe, la quotidianità è ancora fatta di fame, sete e morte e le risorse di proprietà di tutti vengono in realtà usate solo da pochi, a scapito dei più. L’inquinamento prodotto dai Paesi ricchi, oltre a essere fonte di malattie per i loro abitanti, provoca seri cambiamenti climatici che incidono negativamente sempre di più proprio sui Paesi più poveri del mondo. La tecnologia che oggi ci permette in poche ore di aereo di passare dalla Ricchezza alla Povertà, dal Diritto all’Ingiustizia, dalla Vita alla Morte, deve essere usata per inaugurare una nuova era dell’umanità; non ci sono risorse per tutti, ormai è chiaro, né per le generazioni a noi contemporanee del Sud del Mondo, né per quelle future: una nuova politica energetica, basata sul risparmio e sull’utilizzo di fonti rinnovabili diventa indispensabile e non più procrastinabile.
L’impegno deve essere prioritario per tutti: Istituzioni, Industria, Agricoltura e semplici cittadini e deve comprendere sia i piccoli gesti di attenzione come spegnere la luce senon indispensabile, sia gli investimenti per la produzione a basso impatto ambientale di energia pulita. Una nuova sfida abbiamo davanti; dall’invenzione di Alessandro Cruto ai nuovi impegni del Protocollo di Kyoto, una cultura nuova, nuove scale di valori, nuovi stimoli e conoscenza; un momento storico importante e significativo che i nostri nipoti, speriamo, possano ricordare con orgoglio. |