Piossasco è una città di 17.000 abitanti situata a ridosso delle ultime propaggini delle Alpi, a 20 Km da Torino, ideale cerniera tra l’area metropolitana del capoluogo e l’area montana delle Valli del Chisone e di Susa.
La particolare posizione, l’orientamento a sud-est e la copertura del Monte San Giorgio determinano una particolare condizione ambientale e climatica tale da permettere la coltura e la diffusione di specie vegetali insolite per l’area.
La città si presenta distribuita nella zona di pianura, cresciuta negli anni 1970 e 1980 a causa dell’immigrazione seguita alla industrializzazione dell’area e alla costruzione della Fiat di Rivalta, e nella zona collinare, antico centro medievale di Piossasco, caratterizzato dal complesso dei Castelli, dalla Chiesa di San Vito che si affaccia sull’omonima piazza, e dalle ville signorili del ‘600 e ‘700.
Piossasco presenta una storia ricca, dai primi insediamenti al periodo medievale, che ha raggiunto il culmine con l’espansione dei domini dei Signori di Piossasco nei secoli XII e XIII in una vasta area del Piemonte. L’indebolimento del sistema feudale dei secoli successivi sino ai fuochi rivoluzionari degli ultimi anni del 1700 determinarono la crescita e lo sviluppo della città bassa, partendo dal nucleo intorno al monastero francescano oggi sede del palazzo civico.
Di quei secoli restano importanti testimonianze architettonichee artistiche dei castelli alla chiesa di San Vito con gli affreschi della canonica, alle confraternite, alle ville signorili che venivano aperte dai proprietari in occasione di “Città d’Arte a Porte Aperte” e “Rievocazione Storica”.
Il XIX secolo vede fiorire il genio di Alessandro Cruto, inventore della lampadina elettrica, e lo svilupparsi della piccola imprenditoria legata alla produzione di vermuth e di spazzole di saggina: piossasco allora aveva 3.500 abitanti e un’economia prevalentemente rurale.
A cavallo tra gli anni 60 e 70 l’industrializzazione della seconda cintura torinese e la costruzione della FIAT proprio ai confini dei Piossasco, portarono ondate successive di emigranti, dal Veneto, successivamente alla tragedia del Polesine, quindi dalla Basilicata, Sicilia, Sardegna e da tutte le Regioni della Penisola.
Senza i benefici economici derivanti da insediamenti produttivi, il Comune dovette realizzare tutti i servizi e affrontare la sfida e l’integrazione sociale contando su risorse proprie e sull’eccezionale risorsa del volontariato. Se la sfida è stata vinta è grazie al lavoro silenzioso e tenace di migliaia di vecchi e nuovi piossaschesi impegnati sia nell’amministrazione che nell’associazionismo cittadino.
Oggi Piossasco è una città rivolta al futuro; si sono realizzati importanti interventi di valorizzazione ( e altri sono in programma: dalla riqualificazione delle principali vie cittadine, all’ampliamento della zona artigianale recentemente realizzata)
La Multimediateca ( che ospita la Mediateca, il Learning Point e la Biblioteca)
Il Centro Polifunzionale "il Mulino", con ampio parco verde
Il Circuito ciclabile e pedonale lungo l’asse del Rio
Il Parco Montano del Monte San Giorgio
