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REGOLAMENTO COMUNALE TASSA RIFIUTI

- Approvato con deliberazione Consiglio Comunale n. 39 del 07.03.1995
- Integrato con deliberazione Consiglio Comunale n. 85 del 10.11.1995
- Integrato con deliberazione Consiglio Comunale n. 19 del 20.02.1997
- Modificato con deliberazione Consiglio Comunale n. 22 del 29.02.2000
- Modificato con deliberazione Consiglio Comunale n. 15 del 27.02 2002

(Vedere anche delibera C.C. n. 50 del 29.06.1998 di assimilazione ai rifiuti urbani dei rifiuti speciali non pericolosi)
(Per le categorie delle tariffe si vedano le delibere delle tariffe)
(L'articolo sulle sanzioni va inteso adeguato alle nuova normativa fissata coi D.Lgs. nn. 471-472 473/1997 e recepita con Delibera C.C. n. 35 del 17.4.1998)

I N D I C E

TITOLO I
ISTITUZIONE ED ELEMENTI DELLA TASSA

TITOLO II
TARIFFE E DETERMINAZIONE DELLA TASSA

TITOLO III
DENUNCE - ACCERTAMENTO - RISCOSSIONE

TITOLO IV
DISPOSIZIONI FINALI

TITOLO I
ISTITUZIONE ED ELEMENTI DELLA TASSA

Art. 1 Istituzione della tassa

Ai sensi e per gli effetti del Capo III del Decreto Legislativo 15.11.1993 e successive modificazioni ed integrazioni, per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni svolto in regime di privativa nell'ambito del territorio comunale, e' istituita nel Comune di Piossasco, tassa annuale in base a tariffa. La sua applicazione e' disciplinata dal presente regolamento.

Il gettito complessivo della tassa non puo' superare il costo del servizio, ne' essere inferiore al 50% dello stesso.

Dal costo del servizio devono essere detratte le entrate derivanti dal recupero e dal riciclaggio dei rifiuti sotto forma di materiali o di energia; entro il 31 ottobre di ciascun anno il Comune delibera le tariffe da applicarsi nell'anno successivo. In mancanza restano confermate quelle in vigore.

Art. 2 Zone di effettuazione del servizio ed applicazione della tassa

Il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni e' svolto dal comune in regime di privativa nell'ambito del centro abitato, delle frazioni, dei nuclei abitati ed eventualmente esteso alle zone del territorio comunale con insediamenti sparsi.

Il perimetro del servizio, l'eventuale estensione ad insediamenti sparsi, la sua forma organizzativa e le modalita' di effettuazione, sono stabiliti dal regolamento comunale per il servizio di nettezza urbana.

Nelle zone nelle quali non e' effettuato il servizio di raccolta in regime di privativa la tassa e' dovuta nelle seguenti misure.

  • In misura non superiore al 40% della tariffa, in relazione alla distanza del piu' vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata e di fatto servita:
  • in misura pari al 40% della tariffa per distanze fino a 500 metri;
  • in misura pari al 30% della tariffa per distanze da 501 metri e fino a 1000 metri;
  • in misura pari al 20% della tariffa per distanze superiori a 1000 metri.

Gli occupanti o detentori degli insediamenti comunque situati fuori dell'area di raccolta sono tenuti ad utilizzare il servizio pubblico di nettezza urbana, conferendo i rifiuti nei contenitori viciniori.

La tassa e' comunque applicata per intero anche in assenza della determinazione del perimetro in cui e' istituito il servizio di raccolta quando, di fatto, detto servizio e' attuato.

Previa formale e motivata diffida dell'utente al Gestore del servizio di nettezza urbana ed ai competenti uffici comunali attestante situazione di carenza o di grave irregolarita' nell'erogazione del servizio ove non si provveda da parte del Comune entro congruo termine a regolarizzare il servizio o ad argomentare l'insussistenza dei motivi di diffida, il tributo e' ridotto nei seguenti termini:

  1. del 20% nel caso in cui i contenitori non rispettano le distanze massime previste da Regolamento dei servizi di smaltimento dei rifiuti solidi urbani;
  2. del 30% nel caso in cui i contenitori risultino insufficientemente dimensionati a fronte dell'esigenza ordi naria della zona servita;
  3. del 40% nel caso in cui non venga rispettata la frequenza di raccolta stabilita dal citato Regolamento.

Le riduzioni di cui al presente comma, qualora dovute, sono computate in relazione ai bimestri solari di irregolare servizio.

Nelle zone esterne al centro abitato, nelle quali il normale servizio di raccolta sia limitato, secondo apposita deliberazione, a determinati periodi stagionali, la tassa e' dovuta in relazione al periodo di esercizio del servizio.

Art. 3 Presupposto della tassa ed esclusioni

La tassa e' dovuta per l'occupazione o detenzione di locali ed aree scoperte operative, a qualsiasi uso adibiti, esistenti nelle zone del territorio comunale nelle quali il servizio e' istituito ed attivato e comunque reso in via continuativa, nei modi previsti dal presente regolamento e dal regolamento di nettezza urbana. Per l'abitazione colonica e gli altri fabbricati con area scoperta, la tassa è dovuta anche quando nella zona nella quale e' attivata la raccolta dei rifiuti e' situata soltanto la strada di accesso all' abitazione ed al fabbricato.

Non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti o per loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati o perche' risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilita' nel corso dell'anno, qualora tali circostanze siano indicate nella denuncia originaria o di variazione e debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione.

Ai fini della determinazione della superficie tassabile non si tiene conto di quella parte di essa ove per specifiche caratteristiche strutturali o per destinazione si formano, di regola, rifiuti speciali, tossici o nocivi, allo smaltimento dei quali sono tenuti a provvedere a proprie spese i produttori stessi in base alle norme vigenti. Nel caso di superfici ove si producano sia rifiuti speciali non assimilati, tossici e nocivi, sia rifiuti solidi urbani interni ed assimilati, la superficie tassabile viene ridotta in proporzione alla quota di produzione dei rifiuti speciali non assimilati, tossici e nocivi;

Nelle unita' immobiliari adibite a civile abitazione, in cui sia svolta un'attivita' economica e professionale, la tassa e' dovuta in base alla tariffa prevista per la specifica attivita' ed e' commisurata alla superficie a tal fine utilizzata.

Sono esclusi dalla tassa i locali e le aree scoperte per i quali non sussiste l'obbligo dell'ordinario conferimento dei rifiuti solidi urbani interni in regime di privativa comunale per effetto di leggi, regolamenti, ordinanze in materia sanitaria, ambientale o di protezione civile ovvero di accordi internazionali riguardanti organi di Stato esteri.

Art. 4 Soggetti passivi e soggetti responsabili del tributo

La tassa è dovuta da coloro che occupano o detengono i locali ed aree scoperte di cui all'art. 3 del presente regolamento, con vincolo di solidarieta' tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che usano in comune i locali e le aree stesse.

Per le parti comuni del condominio di cui all'art. 1117 del codice civile, che possono produrre rifiuti, qualora la relativa superficie non risulti indicata dai soggetti passivi nella denuncia originaria o di variazione, la tassa viene determinata aumentando la superficie dichiarata dagli occupanti o detentori degli alloggi in condominio delle seguenti quote, in rapporto al numero dei condomini:

  • del 3% se i condomini o gli occupanti sono in numero superiore a 50;
  • del 6% se i condomini o gli occupanti sono in numero compreso tra 21 e 50;
  • del 9% se i condomini o gli occupanti sono in numero inferiore a 20;

Resta ferma l'obbligazione di coloro che occupano o detengono parti comuni in via esclusiva. Nei casi di locali in multiproprieta'e di centri commerciali integrati, il soggeto che gestisce i servizi comuni e' responsabile del pagamento della tassa dovuta per i locali ed aree scoperte operative di uso comune e per quelli in uso esclusivo ai singoli occupanti o detentori, fermi restando nei confronti di questi ultimi gli altri obblighi o diritti derivanti dal rapporto tributario riguardanti i locali e le aree in uso esclusivo.

L'amministratore del condominio, ed il soggetto responsabile del pagamento di cui al comma precedente, sono obbligati a presentare all'Ufficio Tributi del Comune, entro il 20 Gennaio di ciascun anno, l'elenco degli occupanti o detentori dei locali ed aree del condominio e del centro commerciale integrato.

Per le unita' immobiliari adibite ad abitazione, locate occasionalmente e comunque per periodi inferiori a 6 mesi, la tassa e' dovuta dal proprietario.

Art. 5 Commisurazione della tassa - Decorrenza dell'obbligazione

La tassa e' corrisposta in base a tariffa commisurata ad anno solare, cui corrisponde un'autonoma obbligazione tributaria.

La tassa decorre dal primo giorno del bimestre solare successivo a quello in cui ha inizio l'utenza. Nel caso di multiproprieta' la tassa e' dovuta dagli utenti in proporzione al periodo di occupazione o di disponibilita' esclusiva ed e' versata dall'amministratore come previsto dall'articolo precedente.

TITOLO II
TARIFFE E DETERMINAZIONE DELLA TASSA

Art. 6 Parametri

La tassa e' commisurata alle quantita' e qualita' medie ordinarie per unita' di superficie imponibile dei rifiuti solidi urbani interni producibili nei locali ed aree per il tipo di uso cui i medesimi sono destinati, nonche' al costo dello smaltimento.

Le tariffe per ogni categoria o sottocategoria omogenea sono determinate dal Comune, secondo il rapporto di copertura del costo prescelto, moltiplicando il costo di smaltimento per unita' di superficie imponibile accertata, previsto per l'anno successivo, per uno o piu' coefficienti di produttivita' quantitativa e qualitativa dei rifiuti.

Art. 7 Locali ed aree tassabili

Si considerano locali tassabili agli effetti del presente tributo tutti i vani comunque denominati, esistenti in qualsiasi specie di costruzione stabilmente infissa o semplicemente posata sul suolo, qualunque ne sia la destinazione o l'uso.

Sono comunque da considerarsi tassabili, in via esemplificativa, le superfici utili di:

  • tutti i vani all'interno delle abitazioni tanto se principali (camere, sale, cucine, ecc.) che accessori (ingressi interni all'abitazione, corridoi, anticamere, ripostigli, bagni, ecc.) e cosi' pure quelli delle dipendenze anche se separate od interrate rispetto al corpo principale del fabbricato (rimesse, autorimesse, ecc.) escluse le stalle ed i fienili ad uso agricolo e le serre a terra;
  • tutti i vani principali, secondari ed accessori adibiti a studi professionali, legali, tecnici, sanitari, di ragioneria, fotografici o a botteghe, a laboratori di artigiani e comunque ad attivita' di lavoratori autonomi non individuati ed elencati separatamente;
  • tutti i vani principali ed accessori adibiti ad esercizi di alberghi (compresi quelli diurni ed i bagni pubblici), locande, ristoranti, trattorie, collegi, pensioni con solo vitto o alloggio, caserme, case di pena, osterie, bar, caffe', pasticcerie, nonche' negozi e locali comunque a disposizione di aziende commerciali comprese edicole, chioschi stabili o posteggi, al mercato coperto, nonche' le superfici occupate dalle cabine telefoniche aperte al pubblico, individuabili per il perimetro esterno della cabina poggiante al suolo.
  • tutti i vani principali ed accessori adibiti a circoli da ballo o divertimento, a sale da gioco o da ballo o ad altri simili esercizi pubblici sottoposti a vigilanza di pubblica sicurezza;
  • tutti i vani (uffici, sale scolastiche, biblioteche, anticamere, sale d'aspetto ed altre, parlatoi, dormitori, refettori, lavatori, ripostigli, dispense, bagni, ecc.) dei collegi, istituti di educazione privati, delle associazioni tecnico economiche e delle collettivita' in genere, scuole di ogni ordine e grado;
  • tutti i vani, accessori e pertinenze, cosi' come individuati per le abitazioni private, nessuno escluso, degli enti pubblici, delle associazioni di natura esclusivamente culturale, politica, sportiva e ricreativa a caratttere popolare, delle organizzazioni sindacali, degli enti ed associazioni di patronato, delle Unita' Sanitarie Locali (escluse le superfici che, per le loro caratteristiche strutturali e per la loro destinazione, danno luogo di regola a rifiuti speciali di cui al n. 2 del 4° comma dell'art. 2 del D.P.R. n. 915/1982), delle caserme, stazioni, ecc.;
  • tutti i vani accessori e pertinenze, così come individuati per le abitazioni private, nessuno escluso, destinati ad attivita' produttive industriali, artigianali, commerciali e di servizi destinati alla produzione di rifiuti urbani (sedi di organi, di uffici, depositi, magazzini, ecc.).
    Si considerano inoltre tassabili, con la sola esclusione della aree di cui al successivo art. 8, tutte le aree comunque utilizzate, ove possano prodursi rifiuti solidi urbani interni, ed in via esemplificativa:
  • le aree adibite a campeggi, a sale da ballo all'aperto, a banchi di vendita, a parchi gioco, e alle rispettive attività e servizi connessi, in sostanza qualsiasi area sulla quale si svolga un'attività privata idonea alla produzione di rifiuti solidi urbani interni;
  • qualsiasi altra area scoperta, anche se accessorio o pertinenza di locali ed aree assoggettati a tassa, quali giardini e parcheggi privati;
  • le superfici dei balconi e terrazzi.

Art. 8 Locali ed aree non tassabili

In applicazione di quanto previsto all'art. 3, comma 2, del presente regolamento, si considerano non tassabili, in quanto non produttivi di rifiuti, i seguenti locali ed aree:

  • i locali riservati ad impianti tecnologici, ove non si abbia normalmente la presenza dell'uomo;
  • le superfici utilizzate per attivita' sportive per le parti riservate ai soli praticanti; resta salva l'applicazione della tassa per le superfici utilizzate come servizi, comunque non direttamente adibite all'attivita' sportiva;
  • le superfici e le parti di esse ove, per caratteristiche strutturali o per destinazione, si formano di regola regola rifiuti speciali, tossici o nocivi, allo smaltimento dei quali sono tenuti a provvedere a proprie spese i i produttori stessi in base alle norme vigenti.

Art. 9 Computo delle superfici

La superficie tassabile è misurata per i locali al netto dei muri, per le aree sul perimetro interno delle stesse al netto di eventuali costruzioni in esse comprese.

Sono computate nella misura del 25% le aree scoperte che costituiscono pertinenza o accessorio dei locali ed aree assoggettabili alla tassa, quali parcheggi non a pagamento per sosta temporanea di autoveicoli al servizio di attività commerciali, uffici, insediamenti industriali, corsie di accesso o di transito di parcheggi scoperti o a pagamento per autoveicoli e simili; corsie di accesso agli impianti per la distribuzione di carburante; cortili al servizio di stabili ad uso abitativo e di uffici, nonché di insediamenti commerciali ed industriali che non siano utilizzati come deposito di merci o ricovero continuativo di autoveicoli.

Sono computate al 50% le superfici e le aree scoperte a qualsiasi uso adibite, diverse dalle aree di cui al comma precedente.

Le riduzioni delle superfici sono applicate sulla base degli elementi e dati contenuti nella denuncia originaria, integrativa o di variazione, con effetto dall'anno successivo.

Art. 10 Tariffe per particolari condizioni di uso

La tariffa unitaria e' ridotta:

  1. del 30% per le abitazioni con unico occupante;
  2. del 30% per le abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale o altro uso limitato e discontinuo, a condizione che tale destinazione sia specificata nella denuncia originaria o di variazione indicando l'abitazione di residenza e l'abitazione principale e dichiarando espressamente di non voler cedere l'alloggio in locazione o in comodato;
  3. del 30% per locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente, risultante da licenza o autorizzazione rilasciata dai competenti organi per l'esercizio dell'attività;
  4. del 30% nei confronti dell'utente che, trovandosi nella situazione di cui alla precedente lettera b), risieda o abbia la dimora per più di sei mesi all'anno, in località fuori del territorio nazionale;
  5. del 30% nei confronti degli agricoltori occupanti la parte abitativa delle costruzioni rurali. Le riduzioni tariffarie sono applicate sulla base degli elementi e dati contenuti nella denuncia originaria, integrativa o di variazione, con effetto dall'anno successivo. Il contribuente è tenuto a comunicare entro il 20 gennaio il venir meno delle condizioni per l'attribuzione dell'agevolazione; in difetto si provvede al recupero del tributo a decorrere dall'anno successivo a quello di denuncia dell'uso che ha dato luogo alla riduzione tariffaria, con applicazione delle sanzioni previste per l'omessa denuncia di variazione.

Art. 11 Agevolazioni e riduzioni
(integrato e modificato con delibere C.C. n. 85 del 10.11.1995, n. 22 del 29.2.2000 e n. 15 del 27.2.2002)

Sono esenti dalla tassa, oltre ai casi espressamente previsti dalle leggi vigenti:

  1. i locali ed aree utilizzati per l'esercizio di culti ammessi nello Stato, con esclusione dei locali annessi ad uso abitativo o ad usi diversi da quello del culto in senso stretto;
  2. i locali e le aree scoperte utilizzate dal Comune per uffici e servizi.
  3. nuclei famigliari (composti anche solo da una persona) beneficiari di contributo continuativo per integrazione del minimo vitale erogato dal Consorzio intercomunale di servizi;
  4. i locali a disposizione degli istituti scolastici di ogni ordine e grado.
  5. enti pubblici di assistenza e beneficenza.

Sono concesse le seguenti agevolazioni:

  1. i locali destinati a: solai allo stato grezzo, garage e cantine costituenti pertinenze delle abitazioni, vengono tassate nella misura dell'80%;
  2. i magazzini privati utilizzati per: attività artigianali, industriali e di commercio di beni durevoli sono tassati nella misura del 90%;
  3. la tassa dovuta dalle associazioni senza scopo di lucro con fini politici, culturali, sportivi, ricreativi, di volontariato sociale è ridotta nella misura del 20%;
  4. la tassa dovuta dai distributori di carburante è ridotta nella misura del 30%;
  5. la tassa dovuta da nuclei famigliari (composti anche solo da una persona) beneficiari di contributo non continuativo da parte del Consorzio intercomunale di servizi, per un periodo pari o superiore a quattro mesi e diverso da contributo a titolo di prestito, è ridotta del 30% nell'anno solare nel corso del quale è concesso il suddetto contributo.

Le esenzioni e riduzioni sono applicate sulla base degli elementi e dei dati contenuti nella denuncia originaria, integrativa o di variazione con effetto dall'anno successivo.

Unica eccezione è per le persone assistite dal Consorzio intercomunale di servizi, per le quali, ai fini dell'accertamento del diritto all'esenzione o riduzione, il Consorzio medesimo comunica al servizio tributi l'elenco delle persone e delle famiglie ammesse al contributo. L'esenzione per le persone assistite in modo continuativo decorre dal mese in cui è stato concesso il contributo.

L'esenzione compete anche per gli anni successivi, fino a che persistono le condizioni richieste.

In tutti i casi in chi vengano a cessare le condizioni che danno diritto alla esenzione o alla agevolazione, l'interessato deve presentare all'ufficio tributi la denuncia di cui all'art. 70 del D.Lgs. 507/93.

Il Comune si riserva di compiere tutti gli accertamenti opportuni, e di richiedere la documentazione necessaria, per la verifica dei requisiti per l'applicazione delle agevolazioni.

Le predette esenzioni, stabilite ai sensi del'art. 67 del D.Lgs. 507/1993, sono iscritte in bilancio come autorizzazioni di spesa e la relativa copertura e' assicurata da risorse diverse dai proventi della tassa relativa all'esercizio cui si riferisce l'iscrizione predetta.

Art. 11 / bis Riduzioni tariffarie per attività produttive
(introdotto con delibera C.C. n. 19 del 20.2.1997)

Su motivata istanza dei titolari delle attività, qualora l'attività stessa dia luogo a una produzione di rifiuti obiettivamente ed effettivamente destinata al recupero ed a condizione che il titolare ne dimostri l'incidenza sulla produzione ponderale complessiva in base a documentazione commerciale o presritta ai fini ambientali, è concessa una riduzione della tariffa unitaria relativa alla classe di contribuenza cui appartiene l'attività assoggettata alla tassa proporzionale alla quantità dei rifiuti recuperati.

Art. 12 Classificazione dei locali ed aree

Agli effetti della determinazione delle tariffe, in applicazione del disposto dell'art. 68, comma 2, del D.Lgs. 507/1993, i locali ed aree sono classificati nelle seguenti categorie secondo il loro uso e destinazione

CATEGORIA A
1) Musei, archivi, biblioteche, attività di istituzioni culturali, politiche, religiose
2) Scuole pubbliche e private, di ogni ordine e grado.
3) Sale teatrali e cinematografiche, sale per giochi, palestre.
4) Autonomi depositi di stoccaggio merci; depositi di macchine e materiali militari; pese pubbliche; distributori di carburante; parcheggi.

CATEGORIA B
1) Attività commerciali all'ingrosso; mostre, autosaloni, autoservizi, autorimesse.
2) Campeggi, stabilimenti balneari, parchi gioco e parchi di divertimento.

CATEGORIA C
1) Abitazioni private.
2) Attivita' ricettivo alberghiere.
3) Collegi, case di vacanze, convivenze.

CATEGORIA D
1) Attività terziarie e direzionali diverse da quelle relative alle precedenti categorie.
2) Circoli sportivi e ricreativi.

CATEGORIA E
1) Attività di produzione artigianale o industriale.
2) Attività di commercio al dettaglio di beni non deperibili.
3) Attività artigianali di servizio

CATEGORIA F
1) Pubblici esercizi: ristoranti, trattorie, pizzerie, bar, caffe, fast-food, self service e simili; mense; gelaterie e pasticcerie; rosticcerie.
2) Attività di vendita al dettaglio di beni alimentari o deperibili.

Per i locali ed aree eventualmente adibiti ad usi diversi da quelli sopra classificati, si applicano le tariffe relative alle voci piu rispondenti agli usi per attitudine quantitativa e qualitativa a produrre rifiuti solidi urbani.

Art. 13 Tassa giornaliera

Per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni prodotti dagli utenti che occupano o detengono, con o senza autorizzazione, temporaneamente e non ricorrentemente locali ed aree pubblici, di uso pubblico o aree gravate da servitù di pubblico passaggio, è istituita nel Comune di Piossasco la tassa di smaltimento da applicare in base a tariffa giornaliera. E' temporaneo l'uso inferiore a 6 mesi e non ricorrente.

La misura della tariffa è determinata in base alla tariffa, rapportata a giorno, della tassa annuale attribuita alla categoria contenente voci corrispondenti di uso, o voci di uso assimilabili per attitudine alla produzione di rifiuti, maggiorata del 50%.

Il pagamento della tassa giornaliera, deve essere effettuato contestualmente al pagamento della tassa per l'occupazione temporanea degli spazi ed aree pubbliche, ed è effettuato con apposito modello di versamento per le occupazioni autorizzate ovvero direttamente nei casi di mancata autorizzazione.

Il pagamento costituisce assolvimento dell'obbligo di denuncia.

In caso di occupazione di fatto, la tassa che non risulti versata all'atto dell'accertamento dell'occupazione abusiva è recuperata unitamente alla sanzione, interessi ed accessori

Art. 14 Funzionario responsabile

Il Comune designa un funzionario responsabile cui sono attribuiti la funzione ed i poteri per l'esercizio di ogni attivita organizzativa e gestionale relativa alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti.
Il funzionario responsabile sottoscrive le richieste, gli avvisi, i provvedimenti e dispone i rimborsi.

TITOLO III
DENUNCE - ACCERTAMENTO - RISCOSSIONE

Art. 15 Denunce originarie e di variazione

I soggetti tenuti al pagamento della tassa hanno l'obbligo di presentare al comune, entro il 20 gennaio successivo all'inizio dell'occupazione o detenzione, denuncia dei locali ed aree tassabili, redatta su appositi modelli messi a disposizione dal comune stesso.

Il Comune ha facoltà di richiedere il pagamento dei moduli in misura pari al loro costo. La denuncia ha effetto anche per gli anni successivi; in caso di variazione delle condizioni di tassabilita' l'utente è tenuto a presentare nuova denuncia di variazione, nelle forme di cui al I comma.

Per coloro che sono sottoposti a patria potestà, a tutela, a curatela o, comunque, non abbiano la capacita' di obbligarsi, la denuncia va fatta dalla persona che li rappresenta a termini di legge.

Per i condomini, i locali di multiproprietà ed i centri commerciali integrati, l'amministratore deve trasmettere, entro il 20 gennaio di ciascun anno, l'elenco degli occupanti o detentori dei locali ed aree.

In occasione di iscrizioni anagrafiche o altre pratiche concernenti i locali ed aree interessati, gli uffici comunali sono tenuti ad invitare l'utente a provvedere alla denuncia nel termine previsto fermo restando, in caso di omesso invito l'obbligo di denuncia di cui al comma 1.

I produttori di rifiuti speciali non assimilati, tossici e nocivi debbono denunciare l'estensione delle superfici sulle quali, per specifiche caratteristiche strutturali e per destinazione, si formano di regola tali rifiuti, allegando idonea documentazione relativa all'espletamento del servizio di smaltimento connesso. La denuncia deve essere presentata entro il 20 gennaio successivo all'inizio dell'occupazione o detenzione o alla modifica degli elementi imponibili.

Se sulle superfici di cui al comma precedente si formano anche rifiuti solidi urbani interni o rifiuti speciali assimilati, nella denuncia deve essere precisato in quale proporzione vengono prodotti tali rifiuti.

La denuncia originaria o di variazione deve contenere l'esatta ubicazione di locali ed aree e per i fabbricati, l'indicazione del piano o della scala, la superfice e destinazione dei singoli locali ed aree denunciate la data di inizio dell'occupazione e detenzione le modifiche intervenute, gli elementi identificativi dei soggetti passivi; in particolare dovranno essere specificati:

  • per le persone fisiche il cognome e nome, codice fiscale, data e luogo di nascita, domicilio, di tutti i componenti del nucleo familiare o dei coobbligati che occupano o detengono l'immobile a disposizione;
  • per i soggetti diversi dalle persone fisiche la denominazione o esatta ragione sociale, il codice fiscale, la sede legale od effettiva, lo scopo e l'oggetto i dati identificativi e residenza dei rappresentanti legali, delle persone che ne hanno la rappresentanza ed amministrazione. La dichiarazione deve essere sottoscritta e presentata da uno dei coobbligati o dal rappresentante legale o negoziale.

Art. 16 Denuncia di cessazione

I soggetti passivi e i soggetti responsabili della tassa devono comunicare al Comune, mediante apposita denuncia la cessazione nel corso dell'anno dell'occupazione o detenzione dei locali e delle aree.

La denuncia di cessazione deve contenere:

  1. il numero del contribuente agli effetti della tassa;
  2. ) le generalita' del contribuente;
  3. la data di cessazione dell'occupazione o della detenzione dei locali o delle aree;
  4. l'ubicazione degli stessi e, per i fabbricati, la indicazione del piano e della scala;
  5. la superficie e la destinazione d'uso dei locali o delle aree, nonche' eventuali altre indicazioni necessarie per l'individuazione della pratica da cessare;
  6. la data in cui viene presentata;
  7. la sottoscrizione.

Nella denuncia di cessazione presentata da societa' commerciali, enti diversi, pubblici istituti, associazioni, circoli e simili deve risultare il numero del contribuente, la denominazione, la sede, nonche' le persone che ne hanno la rappresentanza legale.

Art. 17 Modalità di presentazione delle denunce

Le denunce originarie, di variazione o di cessazione vanno prodotte su appositi moduli messi dal Comune a disposizione degli interessati e presentati all'Ufficio Tributi, che ne rilascia ricevuta. Se spedite, si considerano presentate nel giorno che risulta dal timbro postale.
Il Comune ha facolta' di richiedere il pagamento dei moduli in misura pari al loro costo.

Art. 18 Controlli

  1. Ai fini del controllo degli elementi contenuti nelle denunce o acquisiti in sede di accertamento d'ufficio, tramite rilevazione della misura e destinazione delle superfici imponibili effettuata, anche in base alle convenzioni di cui all'art.21 comma 4, l'ufficio comunale puo' rivolgere al contribuente motivato invito ad esibire o trasmettere atti e documenti, comprese le planimetrie dei locali e delle aree scoperte ed a rispondere a questionari, relative a dati e notizie specifici, da restituire debitamente sottoscritti; puo' utilizzare dati legittimamente acquisiti ai fini di altro tributo ovvero richiedere ad uffici pubblici o di enti pubblici anche economici, in esenzione da spese e diritti, dati e notizie rilevanti nei confronti dei singoli contribuenti.
  2. In caso di mancato adempimento da parte del contribuente alle richieste di cui al comma 1 nel termine concesso, gli agenti di polizia urbana o i dipendenti dell'ufficio comunale ovvero il personale incaricato della rilevazione della materia imponibile ai sensi dell'art. 21 comma 4 muniti di autorizzazione del Sindaco e previo avviso da comunicare almeno cinque giorni prima della verifica, possono accedere agli immobili soggetti alla tassa ai soli fini della rilevazione della destinazione e della misura delle superfici. Sono fatti salvi i casi di immunita' o di segreto militare, in cui l'accesso e' sostituito da dichiarazioni del responsabile del relativo organismo.
  3. In caso di mancata collaborazione del contribuente od altro impedimento alla diretta rilevazione, l'accertamento puo' essere effettuato in base a presunzioni semplici aventi i caratteri previsti dall'art. 2729 del codice civile.

Art. 19 Accertamento

  1. In caso di denuncia infedele o incompleta, l'ufficio comunale provvede ad emettere, relativamente all'anno di presentazione della denuncia ed a quello precedente per i casi di multiproprieta', avviso di accertamento e di rettifica, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della denuncia stessa. In caso di omessa denuncia, l'ufficio emette avviso di accertamento d'ufficio, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui la denuncia doveva essere presentata.
  2. Gli avvisi di accertamento sono sottoscritti dal funzionario designato per l'organizzazione e la gestione del tributo di cui all'art. 24 e devono contenere gli elementi identificativi del contribuente, dei locali e delle aree e loro destinazioni, dei periodi e degli imponibili o maggiori imponibili accertati, della tariffa applicata e relativa delibera, nonche' la motivazione dell'eventuale diniego della riduzione o agevolazione richiesta, l'indicazione della maggior somma dovuta distintamente per tributo, addizionali ed accessori sopratassa e altre penalita'.
  3. Gli avvisi devono contenere altresi' l'indicazione dell'organo presso cui puo' essere prodotto ricorso e il relativo termine di decadenza
  4. Ai fini del potenziamento dell'azione di accertamento il Comune, ove non sia in grado di provvedere autonomamente, puo' stipulare apposite convenzioni con soggetti privati o pubblici per la individuazione delle superfici in tutto o in parte sottratte a tassazione. Il relativo capitolato deve contenere l'indicazione dei criteri e delle modalita' di rilevazione della materia imponibile, nonche' dei requisiti di capacita' ed affidabilita' del personale impiegato dal contraente.

Art. 20 Riscossione

L'importo della tassa ed addizionali, degli accessori e delle sanzioni, liquidato sulla base dei ruoli dell'anno precedente, delle denuncie presentate e degli accertamenti notificati nei termini di cui all'art. 21 è iscritto a cura del funzionario responsabile in ruoli principali ovvero con scadenze successive, nei ruoli suppletivi, da formare e consegnare alla Direzione Regionale delle Entrate, a pena di decadenza, entro il 15 dicembre di ogni anno. I predetti importi sono arrotondati a mille lire per difetto se la frazione non e' superiore a cinquecento lire o per eccesso se e' superiore.

Nei ruoli suppletivi, sono di regola, iscritti gli importi o i maggiori importi derivanti dagli accertamenti nonche' quelli delle partite comunque non iscritte nei ruoli principali.

Gli importi di cui al comma 1 sono riscossi in quattro rate bimestrali consecutive alle scadenze previste dall'art. 18 del decreto del Presidente della Repubblica 29/09/1973 n. 602, riducibili a due rate su autorizzazione della Direzione Regionale delle Entrate. Su istanza del contribuente iscritto nei ruoli principali o suppletivi, il Sindaco puo' concedere per gravi motivi la ripartizione fino a otto rate del carico tributario se comprensivo di tributi arretrati. In caso di omesso pagamento di due rate consecutive, l'intero ammontare iscritto nei ruoli e' riscuotibile in unica soluzione. Sulle somme il cui pagamento e' differito rispetto all'ultima rata di normale scadenza si applicano gli interessi del 7% per ogni semestre o frazione di semestre.

Ferme restando le disposizioni di cui ai commi precedenti, si applicano, per quanto attiene al tributo, da parte del competente ufficio comunale, gli articoli 11, 12, escluso il primo comma, 13, 18, primo e terzo comma, 19, secondo comma, 20, secondo comma, 21, secondo comma, 23, 24, esclusa la seconda parte del primo comma, 25, 26, escluso l'ultimo comma, 27,28,29,30,31 e 42 del decreto del Presidente della Repubblica 29/09/1973 n. 602.

Si applicano, in quanto compatibili, le altre disposizioni contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 29/09/73, n.602 e nel decreto del Presidente della Repubblica 28/01/1988, n.43. Si applica l'art. 298 del R.D. 14/09/1931, n. 1175, e successive modificazioni.

Art. 21 Sgravi e Rimborsi

La denuncia di cessazione, nel corso dell'anno,dell'occupazione o della detenzione dei locali o delle aree, fatto salvo l'accertamento della veridicita' del fatto da parte del Comune, da diritto allo sgravio o al rimborso della tassa a favore del contribuente, a decorrere dal primo giorno del bimestre solare successivo a quello in cui e' stata presentata la denuncia stessa.

In caso di mancata presentazione della denuncia nel corso dell'anno di cessazione, si da luogo allo sgravio o al rimborso del tributo per gli anni successivi:

  1. Se il contribuente presenta denuncia entro il termine di sei mesi dalla data di notifica della cartella di pagamento (o, se questa non risulta notificata, dell' avviso a contribuente moroso, dando nel contempo dimostrazione di non aver continuato l'occupazione o la detenzione dei locali o delle aree;
  2. Se la tassa sia stata iscritta a ruolo per gli stessi anni a nome del subentrato, a seguito di denuncia o di accertamento d'ufficio.
    Si da luogo parimenti allo sgravio o al rimborso per duplicazione con il subentrato in caso di mancata presentazione, nel termine di cui all'art.14, della denuncia di variazione che comporti riduzione della tassa.

Art. 22 Sanzioni

  1. Per l'omessa o incompleta denuncia originaria o di variazione si applica la sopratassa pari al 50% dell'ammontare dei tributi complessivamente dovuti per gli anni cui si riferisce l'infrazione accertata. La sopratassa per l'omessa denuncia e' ridotta al 5 ed al 20% dei tributi complessivamente dovuti qualora la denuncia sia presentata con ritardo rispettivamente inferiore e superiore al mese, prima dell'accertamento.
  2. Per la denuncia originaria o di variazione risultata infedele per oltre un quarto della tassa dovuta, si applica una sopratassa del 50% della differenza tra quella dovuta e quella liquidata in base alla denuncia.
  3. Per l'omessa, inesatta o tardiva indicazione dei dati richiesti in denuncia o con il questionario e per la mancata esibizione o trasmissione di atti o documenti o dell'elenco di cui dell'art. 9, comma 3, si applica la pena pecuniaria da L. 50.000 a L. 150.000, da determinare in base alla gravita' della violazione.
  4. Per le violazioni che comportano l'obbligo del pagamento del tributo o del maggiore tributo, le sanzioni sono irrogate con l'avviso di accertamento della tassa. Per le altre infrazioni il Comune provvede con separato atto, da notificare entro il secondo anno successivo a quello della commessa infrazione.
  5. Sulle somme dovute a titolo di tributo, addizionale e sopratassa in conseguenza delle violazioni di cui al presente articolo, si applicano interessi per ritardata iscrizione a ruolo nella misura del 7% semestrale a decorrere dal semestre successivo a quello in cui doveva essere eseguito il pagamento e fino alla data di consegna alla Direzione Regionale delle Entrate dei ruoli nei quali e' effettuata l'iscrizione delle somme predette.
  6. Le sanzioni di cui ai commi 1 e 2 sono ridotte del 30% nel caso di definizione delle pendenze conseguenti:
    1. alla notifica degli avvisi di accertamento con l'adesione formale del contribuente, entro il termine per ricorrere alle Commisioni Tributarie;
    2. all'accertamento originario o riformato dall'ufficio, nel caso di eccedenza del tributo iscritto a ruolo rspetto a quanto stabilito dalla sentenza della Commisione Tributaria Provinciale o dal provvedimento di annullamento o di riforma dell'accertamento riconosciuto illegittimo, adottato dal Comune con l'adesione del contribuente prima che intervenga la sentenza della detta Commisione.
  7. Oltre alla sopratassa di cui al comma 1, per la omessa o incompleta denuncia originaria o di variazione si applica - ai sensi dell'art. 296 del Regio Decreto 14/09/1931, n. 1175, e succesive modificazioni - la pena pecuniaria, rispettivamente, nella misura di un terzo o di un quinto del tributo evaso, con un minimo di L. 10.000 ed un massimo di L. 500.000.

Art. 23 Contenzioso

Dalla data di insediamento delle Commissioni Provinciali e Regionali di cui al D.Lgs. 31/121992 n.545 e al D.Lgs. 31/12/1992 n. 546, il ricorso contro lo avviso di accertamento e di liquidazione, il ruolo, la cartella di pagamento, l'avviso di mora, il provvedimento di irrogazione di sanzioni, il diniego di rimborso, deve essere proposto alla Commissione Provinciale competente entro 60 gg. dalla data di notificazione dell'atto impugnato.

Fino a tale data il ricorso contro gli atti di accertamento e contro le risultanze del ruolo deve essere presentato al Dipartimento delle Entrate, Direzione Regionale Entrate del Piemonte Sezione staccata di Torino.

TITOLO IV
DISPOSIZIONI FINALI

Art. 24 Disposizioni transitorie

Le disposizioni del presente regolamento sono applicabili dalla data di entrata in vigore dello stesso ad eccezione di quelle previste dall' art. 2 comma 3 che ha decorrenza dal 01/01/1995 ed art. 4 commi 2,4, 5, art. 5 comma 3, art. 9 commi 2,3, che hanno decorrenza dal 01/01/1996.

In sede di applicazione della nuova disciplina i soggetti obbligati al pagamento della tassa devono presentare la denuncia ai sensi dell'art.14, originarie, integrative, o di variazione, per gli anni 1994 e 1995, rispettivamente entro il 30/09/1994 e il 20/01/1995 senza l'indicazione delle aree scoperte che costituiscono pertinenza od accessorio dei locali ed aree assoggettabili a tassa, nonche' delle parti comuni del condominio di cui all'art. 1117 del codice civile e dei locali in multiproprieta' di uso comune.

Le denuncie integrative o modificative, anche di quelle gia prodotte in base al precedente ordinamento del tributo, le richieste di detassazione o riduzione, nonche' l'elenco di cui al comma 4 dell'art. 63, del D.Lgs. 507/1993 sono presentati entro il 30/09/1995 ed hanno effetto, quanto alla modifica degli elementi imponibili, delle riduzioni tariffarie e delle nuove agevolazioni richieste, a decorrere dall'anno 1996.

La classificazione delle categorie tassabili, e l'attuazione nella determinazione delle tariffe dei criteri di commisurazione del tributo di cui all'art. 65 del D.Lgs. 507/93, saranno oggetto di nuova deliberazione regolamentare, da adottare entro il 31 ottobre 1995 per l'applicazione dal 1 gennaio 1996.

Art. 25 Abrogazioni

Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento cessano di avere efficacia tutte le disposizioni regolamentari precedentemente deliberate per l'applicazione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Art. 26 Norme di rinvio

Per tutto quanto non previsto dal presente regolamento si applicano le disposizioni del D.Lgs. n. 507/93 e successive modificazioni.

TESTI PREVIGENTI DEGLI ARTICOLI MODIFICATI DEL REGOLAMENTO

Art. 11 (1a versione) Agevolazioni e riduzioni
(come approvato con delibera istitutiva C.C. n. 39 del 7.3.1995 e delibera integrativa, resasi necessaria per errore di stampa, C.C. 85 del 10.11.1995 )

Sono esenti dalla tassa, oltre ai casi espressamente previsti dalle leggi vigenti:
a) i locali ed aree utilizzati per l'esercizio di culti ammessi nello Stato, con esclusione dei locali annessi ad uso abitativo o ad usi diversi da quello del culto in senso stretto;
b) i locali e le aree scoperte utilizzate dal Comune per uffici e servizi.
c) abitazioni occupate da persone assistite in modo permanente dal Comune o in disagiate condizioni socio-economiche attestate dal settore Sanità-Servizi Sociali.

Relativamente ai locali ed alle aree scoperte computate queste in ragione del 50 e del 25% delle superfici, a norma del precedente art. 9, a disposizione degli istituti scolastici (asili nido, scuole materne, scuole elementari, scuole medie inferiori e superiori) la tassa viene applicata nella misura del 15%.

Le riduzioni ed esenzioni di cui sopra sono concesse su domanda degli interessati, a condizione che questi dimostrino di averne diritto, con decorrenza dall'anno successivo.

Si applicano le disposizioni previste dall'ultimo comma dell'articolo precedente. Il Comune si riserva di compiere tutti gli accertamenti opportuni, e di richiedere la documentazione necessaria, per la verifica dei requisiti per l'applicazione delle agevolazioni.

Le predette esenzioni, stabilite ai sensi del'art. 67 del D.Lgs. 507/1993, sono iscritte in bilancio come autorizzazioni di spesa e la relativa copertura e' assicurata da risorse diverse dai proventi della tassa relativa all'esercizio cui si riferisce l'iscrizione predetta.

Art. 11 (2a versione) Agevolazioni e riduzioni
(come modificato con delibera C.C. 22 del 29.2.2000 )

Sono esenti dalla tassa, oltre ai casi espressamente previsti dalle leggi vigenti:
a) i locali ed aree utilizzati per l'esercizio di culti ammessi nello Stato, con esclusione dei locali annessi ad uso abitativo o ad usi diversi da quello del culto in senso stretto;
b) i locali e le aree scoperte utilizzate dal Comune per uffici e servizi.
c) abitazioni occupate da persone assistite in modo permanente dal Comune o in disagiate condizioni socio-economiche attestate dal settore Sanità-Servizi Sociali.
d) i locali a disposizione degli istituti scolastici di ogni ordine e grado.
e) enti pubblici di assistenza e beneficenza.

Sono concesse le seguenti agevolazioni:
1) i locali destinati a: solai allo stato grezzo, garage e cantine costituenti pertinenze delle abitazioni, vengono tassate nella misura dell'80%;
2) i magazzini privati utilizzati per attività artigianali, industriali e di commercio di beni durevoli sono tassati nella misura del 90%;
3) le associazioni senza scopo di lucro con fini politici, culturali, sportivi, ricreativi, di volontariato sociale nella misura del 80%;
4) i distributori di carburante nella misura del 70%;

Le riduzioni ed esenzioni di cui sopra sono concesse su domanda degli interessati, a condizione che questi dimostrino di averne diritto, da presentare, entro il 31 marzo per l'anno 2000 entro il 20 gennaio per gli anni successivi.

Si applicano le disposizioni previste dall'ultimo comma dell'articolo precedente. Il Comune si riserva di compiere tutti gli accertamenti opportuni, e di richiedere la documentazione necessaria, per la verifica dei requisiti per l'applicazione delle agevolazioni.

Le predette esenzioni, stabilite ai sensi del'art. 67 del D.Lgs. 507/1993, sono iscritte in bilancio come autorizzazioni di spesa e la relativa copertura e' assicurata da risorse diverse dai proventi della tassa relativa all'esercizio cui si riferisce l'iscrizione predetta.